
Mi chiamo Enzo e Uomo Fuori Traccia nasce dal piacere di guardare un’immagine e chiedermi quale storia potrebbe nascere da quella scena.
Una persona ferma davanti a una porta, un’automobile abbandonata, una strada deserta, una valigia lasciata su una banchina, una luce accesa in una casa vuota. L’immagine mostra un istante. Quello che mi interessa è tutto ciò che non mostra: che cosa è successo prima, perché qualcuno si trova lì e che cosa accadrà un momento dopo.
Da questa curiosità nascono le storie di Uomo Fuori Traccia.
Molte delle immagini che troverai nel sito sono state create con l’intelligenza artificiale, mentre altre nascono da fotografie utilizzate nel rispetto dei relativi diritti e delle condizioni d’uso. Per me, però, l’immagine non è mai il punto d’arrivo. È l’innesco. Da lì costruisco personaggi, conflitti, scelte e conseguenze fino a trasformare quella scena in un racconto autonomo.
Ho scelto di non fermarmi a un solo genere. Qui puoi incontrare una storia realistica e subito dopo entrare in una distopia, seguire un’indagine, attraversare un mondo fantastico o ritrovarti dentro un thriller, un horror, un’avventura o una storia sentimentale. L’immagine suggerisce una possibilità. Il racconto nasce da tutto ciò che resta fuori dall’inquadratura.
Scrivo storie brevi perché mi interessa arrivare al punto in cui una situazione cambia direzione. Non voglio spiegare tutto al lettore. Preferisco lasciare che siano un gesto, una scelta, una scoperta o una conseguenza a chiudere la storia.
Uomo Fuori Traccia è questo: un’immagine apre una storia. Il resto comincia dove l’immagine finisce.

