L’ordine era arrivato prima del tramonto. Il suo signore lo riteneva responsabile di aver consegnato informazioni al nemico e gli concedeva fino all’alba per prepararsi al seppuku, la morte rituale riservata a un samurai condannato. Aveva negato il tradimento una sola volta. Quando comprese che la decisione era definitiva, lasciò l’ordine nella propria stanza, prese la spada e andò nel giardino.
Seduto sulla ghiaia, con la spada accanto, lasciò che la notte riportasse indietro gli anni. Rivide la prima battaglia, quando aveva diciassette anni e al suo fianco combatteva Ren, il ragazzo con cui era cresciuto. Lo vide cadere mentre avanzavano insieme e ricordò di aver continuato a combattere perché fermarsi avrebbe significato lasciare scoperti gli uomini dietro di loro.
Anni dopo, durante un assedio, aveva riportato il suo signore ferito dentro le mura mentre gli uomini del clan coprivano la ritirata.
Gli tornarono alla mente anche le cose che nessuno avrebbe raccontato: i cavalli morti lungo le strade, i villaggi attraversati dopo le campagne militari, i soldati più giovani che gli chiedevano se sarebbero tornati a casa. Per anni aveva creduto che il proprio valore dipendesse dalla capacità di fare il proprio dovere quando gli altri contavano su di lui. Ora quel dovere gli chiedeva di accettare una condanna per un tradimento che non aveva commesso.
Poco prima dell’alba aprì gli occhi. La luce cominciava a entrare tra le pareti del giardino e sulla ghiaia erano ancora visibili soltanto le sue impronte.
Quando arrivarono gli uomini incaricati di assistere alla sua morte, lo trovarono già pronto. Non chiese di parlare ancora con il suo signore e non ripeté la propria innocenza. Aveva detto entrambe le cose il giorno precedente.
Sistemò la veste, prese la lama preparata per il rito e compì il seppuku davanti a loro. Poco dopo il suo corpo venne portato via.
Più tardi un servitore entrò nel giardino con un rastrello. Cancellò le impronte lasciate dagli uomini, ricompose la ghiaia e ripristinò i cerchi intorno alle pietre.
Prima di mezzogiorno, nel punto in cui il samurai aveva trascorso la sua ultima notte, non rimaneva più alcun segno.

