Cyberpunk

La città virtuale

Uomo in impermeabile osserva dall’alto una grande metropoli cyberpunk illuminata da insegne al neon, ologrammi e veicoli sospesi

Da mesi Daren aveva la sensazione che la città non fosse come la vedeva. Non sapeva spiegarsi il motivo. A volte gli tornavano in mente ricordi confusi dell’infanzia, di prima dell’impianto, e quei luoghi sembravano diversi da come apparivano ora.

Cominciò a cercare risposte sul dark web. Dopo settimane di ricerche trovò qualcuno che sosteneva di poter eliminare definitivamente i filtri oculari con un firmware alternativo. Prima di inviarglielo gli fece una sola domanda: era sicuro di voler vedere la città com’era davvero? Una volta installato, non avrebbe potuto tornare indietro.

«Sì.»

Daren salì sul tetto di uno degli edifici più alti del quartiere. Voleva vedere la città intera. Avviò l’installazione e aspettò, chiedendosi se avesse fatto bene ad affidare i propri occhi a uno sconosciuto trovato sul dark web.

Le insegne luminose si spensero e gli ologrammi scomparvero. Le facciate perfette lasciarono il posto a cemento annerito, intonaco scrostato e finestre rotte. Edifici che aveva sempre visto nuovi apparivano ora abbandonati da anni. Anche il cielo era vuoto: dei veicoli volanti non c’era traccia.

Per qualche secondo pensò che il firmware avesse danneggiato gli impianti. Poi riconobbe un palazzo che ricordava dall’infanzia: la facciata scolorita, le finestre strette, una grande crepa lungo un lato. Era come lo ricordava, prima dell’obbligo degli impianti.

Daren capì che il firmware non aveva danneggiato gli impianti. Per diciassette anni aveva visto una città che non esisteva.

Abbassò lo sguardo verso la strada. Le persone c’erano tutte, ma nessuna assomigliava a come l’aveva sempre vista. I vestiti erano sporchi e consumati, molti avevano il volto stanco e lungo i muri si accumulavano sacchi e rifiuti che prima non aveva mai visto. Eppure ridevano, chiacchieravano e continuavano la loro giornata senza accorgersi di ciò che li circondava.

Anche loro portavano gli impianti oculari.



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