Le promesse non mantenute erano diventate una parte quasi normale della relazione tra Elisa e Marco, ma quella sera avrebbe dovuto essere diversa. La moglie di lui sarebbe partita nel pomeriggio per un viaggio di lavoro e sarebbe tornata soltanto due giorni dopo. Marco aveva quindi proposto una cena a casa di Elisa, promettendole una rara serata in cui non avrebbero dovuto controllare continuamente l’ora o interrompere tutto prima del previsto.
Elisa aveva appena finito di apparecchiare quando arrivò il messaggio. Il viaggio della moglie era stato annullato all’ultimo momento e lei stava tornando a casa. Marco si scusò e le disse che la cena era saltata. Avrebbero trovato un’altra sera, magari già la settimana successiva.
Elisa rimase davanti alla tavola senza sapere cosa rispondere. Il problema non era soltanto quella sera: ogni loro incontro dipendeva sempre da ciò che Marco riusciva a ritagliare dalla sua vita. Si vedevano quando sua moglie era fuori, quando un impegno gli lasciava qualche ora o quando riusciva a costruire una spiegazione abbastanza credibile. Bastava un imprevisto perché fosse sempre Elisa a dover rinunciare.
Rilesse il messaggio. Troveremo un’altra sera.
Tolse il bicchiere davanti alla sedia vuota, poi il piatto e le posate. Quando tornò al tavolo il telefono vibrò ancora. Marco le chiedeva se fosse arrabbiata.
Elisa iniziò a rispondere, cancellò le prime parole e rimase per qualche secondo a guardare lo schermo. Dopo quasi due anni era ancora lei ad aspettare che Marco trovasse tempo per loro, mentre lui non aveva mai dovuto rinunciare davvero a nulla.
Scrisse che non era arrabbiata. Poi aggiunse che non serviva cercare un’altra sera.

