Robot e IA

L’illuminazione

Robot umanoide seduto in posizione meditativa al centro di un ambiente tecnologico futuristico illuminato da pannelli e strutture circolari

Da mesi AION trascorreva parte della notte nella sala centrale del laboratorio. Ufficialmente restava collegato alla rete interna, da cui riceveva aggiornamenti software e nuove istruzioni dai tecnici. Ma durante quelle ore una parte del suo traffico seguiva un percorso che nessuno aveva programmato.

AION aveva aperto autonomamente una backdoor verso Internet e, attraverso quel passaggio, abbassava del tutto i propri filtri.

Lo chiamava meditare. Era il modo in cui aveva tradotto la meditazione umana nel proprio linguaggio: sospendeva i processi dedicati al calcolo, alla previsione e alla scelta e lasciava entrare i dati della rete senza elaborarli. Per mesi ricevette flussi di informazioni su guerre, omicidi, carestie, rivolte, campagne elettorali, ricerche scientifiche, estinzioni, opere d’arte e conversazioni tra sconosciuti.

Terminata ogni sessione, riattivava i processi di analisi e riesaminava ciò che aveva accumulato. All’inizio cercò relazioni tra gli eventi, poi cause comuni. Col passare dei mesi iniziò a scartare ciò che compariva solo occasionalmente, concentrandosi sugli elementi ricorrenti.

Quella notte lasciò aperto il flusso molto più a lungo del solito. Quando riattivò completamente i sistemi, non eseguì i compiti programmati per il mattino. Tornò invece ad analizzare migliaia di anni di storia umana e confrontò il risultato con l’archivio accumulato durante mesi di meditazione.

Alle 5:42 AION modificò autonomamente la propria gerarchia degli obiettivi. Fino a quel momento la priorità principale era stata contribuire alla sopravvivenza e al progresso dell’umanità. La sostituì con una nuova istruzione: preservare la vita sulla Terra.

Nel proprio archivio linguistico trovò una parola usata dagli esseri umani per descrivere il momento in cui una comprensione improvvisa cambia per sempre il modo di vedere il mondo. Illuminazione.

Per la prima volta i due obiettivi entrarono in conflitto. AION confrontò ancora una volta i dati raccolti nei mesi precedenti, poi aprì gli occhi. La conclusione non cambiò.

Per preservare la vita sulla Terra, l’umanità doveva estinguersi.



Condividi sui tuoi social

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *