Low fantasy

L’uomo che camminò sotto gli archi

Figura in abito rosso cammina sotto una serie di enormi archi monumentali affacciati su un paesaggio desertico

Quando Idris vide il primo arco, il sole era già alto. La struttura emergeva dalla sabbia come una parete immensa, aperta da una successione di archi che proseguivano uno dopo l’altro verso l’orizzonte. Non c’erano porte, finestre o edifici attorno. Tutto era così grande da far sembrare un uomo poco più di un punto.

Stava cercando una strada verso nord e nessuna delle mappe che portava con sé mostrava gli archi nel deserto, eppure continuavano per chilometri seguendo una linea quasi perfetta. Quel primo giorno si fermò a lungo a osservarli, cercando un’iscrizione, un simbolo o qualsiasi indizio che spiegasse perché fossero stati costruiti. Non trovò nulla. Il giorno seguente decise di seguirli. Il terzo giorno aveva smesso di chiedersi chi li avesse costruiti e voleva soltanto sapere dove portassero.

Camminò fino al tramonto. Superato un arco, ne vedeva sempre un altro più avanti, poi un altro ancora oltre quello. Non c’erano iscrizioni, deviazioni o ripari. Soltanto pietra, sabbia e una fila di archi che sembrava non finire mai.

Quando la luce cominciò a diminuire, Idris si fermò. Guardò davanti a sé, poi si voltò. Gli archi che aveva già attraversato sembravano identici a quelli che lo aspettavano.

Si sedette con la schiena contro la pietra di uno degli archi e rimase lì fino all’alba.

Quando riprese a camminare, non seguì più la loro direzione. Lasciò la fila di archi alle spalle e si incamminò nel deserto aperto.



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