Tre giorni dopo l’omicidio di Arturo Bellini, collezionista con una biblioteca privata di grande valore, una bibliotecaria arrivò nella villa per catalogare la collezione prima della successione. La polizia aveva già terminato i rilievi.
Bellini aveva registrato ogni volume con una precisione quasi ossessiva, indicando scaffale e posizione. Durante il controllo, la bibliotecaria notò un libro che non avrebbe dovuto trovarsi lì. Pensò fosse stato rimesso nel posto sbagliato, ma quando dal conteggio finale risultò un volume in più capì che quel libro era un’anomalia.
Era sistemato su uno scaffale alto e imitava perfettamente le vecchie rilegature della collezione. Quando la bibliotecaria lo prese, si accorse che pesava più degli altri. Aprì la copertina e scoprì che non era un vero libro: era una cassetta rivestita e sagomata per sembrare un volume antico.
All’interno c’era una pistola.
La bibliotecaria posò il falso libro sul tavolo e chiamò la polizia. Gli accertamenti balistici confermarono che la pistola era l’arma usata per uccidere Bellini.
Gli investigatori sapevano già che la biblioteca sarebbe andata interamente a Marco, uno dei nipoti, fortemente indebitato e già in contatto con un antiquario per vendere la collezione. Dopo il ritrovamento dell’arma, quei dettagli acquistarono un peso diverso: chi l’aveva nascosta lì contava di poter tornare senza destare sospetti.
La cassetta portava il marchio di una piccola bottega specializzata in rilegature. Il proprietario ricordò di averla realizzata poche settimane prima e, quando gli mostrarono alcune fotografie, riconobbe Marco come l’uomo che l’aveva commissionata.
Il riconoscimento del rilegatore, insieme ai debiti di Marco, al contatto già avviato con un antiquario per vendere la collezione e al fatto che avrebbe ereditato la biblioteca, portò al suo arresto. Aveva nascosto l’arma tra migliaia di libri pensando di recuperarla quando la collezione fosse diventata sua. Non aveva previsto che, prima della successione, tutti i volumi sarebbero stati nuovamente inventariati.

