Investigativo

Il violino scomparso

Custodia aperta di un violino lasciata vuota nello studio di una villa

Il violino scomparve dallo studio di Carlo Venturi durante una cena nella sua villa. In casa erano rimasti soltanto sua nipote Anna, il violinista Luca Ferri e Roberto Sloan, il mercante che si occupava della collezione.

Il detective Daniel Mercer trovò la custodia aperta e vuota, una finestra spalancata e un’impronta di scarpa sporca di terra sotto la finestra. «Dev’essere entrato dal giardino», disse Anna.

Mercer uscì a controllare. Pioveva da un’ora e il terreno sotto la finestra era completamente bagnato. Non c’erano impronte né sull’erba né nel fango. Tornò nello studio e si chinò sull’impronta. La terra era chiara e asciutta, molto diversa da quella del giardino. Vicino all’ingresso c’era un grande vaso con lo stesso terriccio.

«Qualcuno ha simulato un ingresso dall’esterno.»

Mercer controllò le scarpe dei tre ospiti. La suola destra di Roberto aveva lo stesso disegno dell’impronta lasciata sotto la finestra e presentava un piccolo tassello triangolare mancante. Nell’impronta compariva esattamente lo stesso vuoto.

«Questo dimostra solo che sono passato di lì», protestò Roberto.

«Infatti.»

Mercer osservò ancora lo studio. Una delle ante inferiori della libreria era rimasta leggermente aperta. Venturi la indicò. «Quello scomparto è sempre chiuso. Ci tengo vecchi cataloghi.»

Mercer aprì l’anta. I cataloghi erano stati spinti in avanti e alcuni erano piegati contro il bordo. Li tolse uno alla volta e trovò il violino nascosto dietro di loro.

Venturi fissò Roberto. «Perché nasconderlo qui?»

«Non poteva uscire con lo strumento senza farsi vedere», spiegò Mercer. «Voleva recuperarlo più tardi, quando tutti avrebbero creduto che il ladro fosse già fuggito dalla finestra.»

Venturi raccontò che quella mattina aveva comunicato a Roberto di voler affidare la collezione a un altro mercante. La settimana seguente sarebbe stato venduto anche il violino, e Roberto avrebbe perso una commissione considerevole.

Per lui era l’ultima occasione di impossessarsi dello strumento prima di essere escluso definitivamente dalla gestione della collezione.



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