Soprannaturale

Il letto della stanza degli ospiti

Letto matrimoniale in una camera buia e deteriorata, illuminata debolmente da una finestra laterale

La prima notte Cecilia pensò a un terremoto. Si svegliò poco dopo le tre con il materasso che vibrava sotto la schiena. Accese la luce, ma l’acqua nel bicchiere sul comodino era immobile. Si convinse di aver sognato e si riaddormentò.

La casa apparteneva a sua zia ed era rimasta chiusa per quasi un anno, controllata soltanto da una donna delle pulizie. Ora dovevano venderla e Cecilia si era offerta di svuotarla, dormendo lì per risparmiare l’albergo. Il letto della stanza degli ospiti sembrava ancora solido, così aveva cambiato le lenzuola e non ci aveva più pensato.

La seconda notte si svegliò di nuovo, ma questa volta il letto non vibrava. Si muoveva. Con piccoli strappi scivolò per qualche centimetro sul pavimento prima di fermarsi. Cecilia accese le luci, si alzò di scatto e guardò da lontano sotto il letto. Non c’era nulla che potesse spiegare lo spostamento.

Non dormì più e la mattina successiva prenotò una camera in paese. Nel primo pomeriggio tornò a prendere la valigia e alcuni documenti, mentre aspettava l’arrivo dei traslocatori.

Alla luce del giorno, quello che era successo le sembrava meno spaventoso. Tornò nella stanza, guardò ancora sotto il letto e gli si avvicinò lentamente. Si sedette sul bordo e fece due piccoli saltelli per provarne la stabilità, ma all’improvviso sentì il materasso abbassarsi alle sue spalle.

Non fece in tempo ad alzarsi.

Dal tessuto spuntarono due mani pallide che le afferrarono i fianchi. Subito dopo ne emersero altre e le bloccarono le braccia. Cecilia provò a divincolarsi, ma il materasso cedette sotto di lei come una superficie senza fondo.

Le sue dita si aggrapparono alle lenzuola, ma le mani la trascinarono dentro il materasso.

Un istante dopo il letto tornò immobile.

Quando arrivarono i traslocatori, nella stanza non trovarono nessuno. Le lenzuola erano perfettamente distese.



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