Soprannaturale

Il letto vicino alla finestra

Camerata abbandonata di un vecchio ospedale con letti arrugginiti e pareti deteriorate

Ethan Miller faceva parte della squadra incaricata dell’ultimo controllo nel vecchio Saint Mercy Hospital prima della demolizione. L’edificio era chiuso da oltre vent’anni e, prima dell’inizio dei lavori, ogni piano doveva essere ispezionato per verificare che non ci fossero persone all’interno o situazioni pericolose per gli operai.

Nel primo pomeriggio entrò in una camerata al secondo piano. Quattro letti erano disposti lungo le pareti, tutti coperti di polvere e con i resti delle lenzuola ingiallite ammucchiati sui materassi. Sul pavimento c’erano frammenti d’intonaco e vetri rotti. Vicino alla finestra una parte del soffitto aveva ceduto, lasciando scoperta una lunga crepa che proseguiva lungo la parete. Ethan la fotografò per segnalarla, poi raggiunse gli altri e continuò il controllo.

Un’ora dopo, verificando le immagini, si accorse che la fotografia della crepa era completamente sfocata. Tornò indietro da solo per rifarla. Appena aprì la porta si fermò.

Il letto vicino alla finestra era stato rifatto. Le lenzuola erano bianche, la coperta perfettamente tesa e il cuscino sistemato con cura. Tutto intorno, invece, era rimasto esattamente come prima. Sul pavimento non c’erano impronte nuove oltre a quelle che Ethan aveva lasciato durante il primo controllo.

Ethan chiamò Robert e gli altri, ma nessuno rispose. Provò con la radio. Solo fruscio. Per qualche secondo rimase sulla soglia ad ascoltare. Dal corridoio non arrivava più nessun rumore. Entrò comunque nella stanza, ancora incredulo per ciò che stava vedendo. Avvicinandosi al letto vicino alla finestra, notò qualcosa appeso alla pediera: una vecchia cartella clinica, ingiallita ai bordi.

Era certo che prima non ci fosse. La aprì. Gran parte delle scritte era sbiadita, ma il nome del paziente si leggeva ancora chiaramente.

Ethan Miller.

Rimase immobile. Sotto il nome comparivano la sua data di nascita e il suo indirizzo. La carta odorava di muffa e polvere. Poi vide l’ultima voce.

Data di ricovero: oggi.

Alle sue spalle la porta sbatté con violenza.

Nonostante la finestra, la stanza piombò nel buio.



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