Milos comprò il quadro del mare per cinquanta euro a un mercatino dell’usato. Non aveva firma né una cornice di pregio, ma gli piaceva quella spiaggia deserta, con il mare agitato sotto un cielo quasi sereno. Lo appese in soggiorno e, nel giro di pochi giorni, diventò parte dell’arredamento.
Una settimana dopo trovò dell’acqua sul parquet. Controllò il muro, il soffitto e il retro del quadro, ma era tutto asciutto. Mentre puliva si accorse che sul pavimento erano rimasti alcuni granelli di sabbia e rimase a guardarli, cercando una spiegazione plausibile. La mattina seguente trovò due piccole alghe sotto la cornice. Questa volta la cosa lo inquietò davvero: prese il telefono, fotografò tutto e per qualche minuto non riuscì a staccare gli occhi dal quadro.
Il giorno successivo confrontò la fotografia con il dipinto e sentì lo stomaco chiudersi. La battigia si era ritirata. Ripeté la prova per altri due giorni, ma il mare continuò ad arretrare. Più acqua, sabbia e alghe uscivano dalla tela, più il mare lasciava scoperta la spiaggia.
Su quella nuova striscia di terra comparve infine una figura. All’inizio Milos la scambiò per una macchia, ma nei giorni successivi la vide avvicinarsi fino a distinguere una donna che camminava verso la cornice.
Quando la donna raggiunse la cornice, si fermò e tese una mano. Le dita attraversarono la tela. Milos arretrò d’istinto, ma la donna non provò a venire fuori: rimase dov’era, con il braccio teso, poi si voltò verso il mare e tornò a guardarlo.
Milos capì che non gli stava chiedendo aiuto per uscire. Lo stava invitando a entrare.
Dopo qualche secondo si avvicinò e le prese la mano. La superficie del quadro cedette come acqua e Milos attraversò la cornice insieme a lei.
Nel quadro, sulla spiaggia, c’erano due figure che camminavano verso l’orizzonte.

