L’elefantessa si accorse delle leonesse quando la prima comparve nell’erba alla sua destra. Il branco era già più avanti, oltre una fascia di vegetazione alta, e durante l’attraversamento lei era rimasta indietro abbastanza da offrire alle predatrici un’occasione.
Si voltò e caricò per pochi metri. La leonessa arretrò subito, mentre altre due apparvero più indietro e si disposero ai lati, evitando di affrontarla frontalmente. L’elefantessa riprese la direzione del branco con un passo più rapido, ma una delle predatrici cercò di avvicinarsi da dietro e la costrinse a cambiare direzione. Quel movimento le fece perdere altro terreno e, quando tornò a puntare verso gli altri elefanti, le leonesse erano ancora più vicine.
A quel punto accelerò davvero. La corsa era pesante e irregolare, le zampe affondavano nel terreno secco e la proboscide oscillava vicino al petto, mentre dietro di lei le leonesse cercavano di ridurre la distanza. Per qualche centinaio di metri nessuna delle due parti cedette.
Poi, davanti a lei, comparvero finalmente gli altri elefanti.
Due femmine adulte tornarono indietro di qualche passo e l’elefantessa raggiunse il gruppo prima che le leonesse riuscissero ad avvicinarsi abbastanza. Le predatrici rallentarono quasi nello stesso momento e restarono a osservare ancora per qualche attimo.
L’elefantessa rimase immobile a lungo, respirando con fatica, mentre una delle altre femmine le restava accanto. Quando il branco ricominciò lentamente a muoversi, lei partì insieme alle altre. Le leonesse rimasero ferme nell’erba a guardare gli elefanti allontanarsi.

