Dramma realistico

L’uomo che continuò a riempire la bottiglia

Uomo anziano riempie una bottiglia a una fontanella con un cane al guinzaglio mentre nel cielo è visibile un’eclissi di Sole

Quando il Sole cominciò a scomparire, quasi tutti uscirono dalle case. Qualcuno portò una sedia in strada, altri salirono sui tetti e per qualche minuto perfino i bambini smisero di correre. Arturo, invece, prese la bottiglia vuota dalla cucina, agganciò il guinzaglio di Nilo e percorse la solita strada fino alla fontanella.

Quando arrivò, l’eclissi era già molto avanzata e la luce aveva assunto un colore insolito. Arturo aprì il rubinetto, riempì la bottiglia, la chiuse e poi richiuse il rubinetto. Intorno, le persone indicavano il cielo, parlavano eccitate e chiamavano chi era rimasto ancora dentro casa. Qualcuno gridò ad Arturo di guardare in alto. Lui fece un cenno con la mano, poi riprese lentamente la strada di casa mentre Nilo si fermava ogni pochi metri ad annusare lungo il marciapiede.

Aveva già visto un’eclissi cinquantadue anni prima. Quel giorno era accanto a sua moglie, allora poco più che una ragazza. Lei aveva passato metà del tempo a guardare il cielo e l’altra metà a prenderlo in giro perché lui continuava a chiedersi se l’acqua lasciata sul fuoco non fosse già arrivata a bollore. Quando il Sole era tornato, avevano ripreso a parlare del pranzo, dei lavori da fare e delle piccole cose che allora sembravano destinate a durare per sempre.

Da allora erano cambiate quasi tutte le cose che Arturo aveva dato per scontate. Teresa non c’era più da molti anni, molti amici se n’erano andati o erano morti e la casa, la sera, sembrava più vuota di quanto ricordasse.

Arturo continuò a camminare senza fretta. Quando il Sole fu completamente coperto, si fermò, accarezzò Nilo e finalmente alzò gli occhi. Guardò per qualche secondo il disco nero della Luna circondato dalla corona solare, poi riprese il cammino verso casa.

Anche quel giorno avrebbe dovuto preparare il pranzo.



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